cittavecchia via donota trieste

15

Set
2020

CITTAVECCHIA – VIA DONOTA – TRIESTE

Spesso, per ritornare alla mia casa
prendo un’oscura via di città vecchia.
Giallo in qualche pozzanghera si specchia
qualche fanale, e affollata è la strada.

Qui tra la gente che viene che va
dall’osteria alla casa o al lupanare,
dove son merci ed uomini il detrito
di un gran porto di mare,
io ritrovo, passando, l’infinito
nell’umiltà.

Qui prostituta e marinaio, il vecchio
che bestemmia, la femmina che bega,
il dragone che siede alla bottega
del friggitore,
la tumultuante giovane impazzita
d’amore,
sono tutte creature della vita
e del dolore;
s’agita in esse, come in me, il Signore.

Qui degli umili sento in compagnia
il mio pensiero farsi
più puro dove più turpe è la via.

“Cittavecchia” Umberto Saba

A ridosso del Teatro Romano, nel cuore del rione di Città Vecchia, seguendo il pendio del Colle di San Giusto, c’è una delle strade più antiche di Trieste “Via Donota” considerata come la strada che congiungeva Aquileia con la parte centrale dell’antica Tergeste, sul prolungamento del Cardo maximus.

cittavecchia via donota trieste

Nel medioevo all’ingresso della strada sorgeva la Torre-Porta Donota, una torre merlata a pianta quadrata, munita di un ponte levatoio e di un fossato pieno d’acqua, costruita per difendere uno dei principali accessi all’interno delle mura della città e al castello di San Giusto.  Dopo lo sviluppo urbano dell’ottocento la facciata originale della Porta non è stata più visibile perchè coperto da un moderno edificio e nello spazio antistante è sorta Piazza Donota caratterizzata dalla costruzione di nuovi edifici.

Dal 1981 al 1986  durante alcuni lavori di ristrutturazione edilizia vennero rinvenute parte delle strutture medioevali della Torre ma anche ruderi romani, un edificio risalente al I secolo, tombe a fossa del IV secolo e altre sepolture e anfore, tutto accuratamente conservato nell’Antiquarium di via Donota, aperto dalla Soprintendenza in data 14 dicembre 1985 e situato all’angolo di via Donota e via Battaglia.

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Nell’Androna degli Scalini che collega via del Teatro Romano e via Donota,  si trovava un lavatoio pubblico funzionante  fino al 1936.

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All’angolo tra via Donota e via del Crocefisso c’è un’edicola detta “Pontal de Cristo”, da cui il nome della strada.  L’originale forse di origine medioevale fu distrutto dal fuoco nel 1931 e sostituito da un primo che il 23 dicembre 1980 fu trafugato assieme alla corona sovrastante e, poi, da un secondo realizzato  dallo scultore Renzo Possenelli.

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L’edificio in Via Donota al n. 16 sorge su una preesistenza di origine medievale come confermato dagli scavi condotti nel 1982 che hanno permesso di identificare l’originaria muratura, costituita da blocchi di arenaria ben squadrati ma anche di scoprire frammenti di tegole, intonaco giallo e rosso e parti di mosaico a tessere nere, che testimoniano la presenza di antiche abitazioni.

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Sulla facciata principale dell’edificio è visibile una bifora medievale ad archetti  in pietra d’Istria, con un’esile colonnina centrale e un capitello a forma di piramide quadrangolare tronca e capovolta. Un’ulteriore finestra, di cui rimangono solo poche tracce, si apre in corrispondenza dell’angolo sinistro del prospetto.

Via Donota era una delle strade principali della città piena di botteghe e abitata da molti lavoratori del mare.

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In questa via i fratelli Ploner crearono nel loro laboratorio di strumenti musicali una nuova tastiera  di fisarmonica, detta alla triestina, che ottenne molto successo tra la fine del 1800 e gli inizi del 1900.

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