centrale idrodinamica blog

09

Ago
2020

LA CENTRALE IDRODINAMICA TRIESTE

Il Porto di Trieste fu uno dei primi porti al mondo a dotarsi di una Centrale Idrodinamica. Il complesso della Centrale Idrodinamica di Porto vecchio di Trieste è considerato un gioiello dell’archeologia industriale. Fu tra i primi ad essere realizzato tra il 1887 e il 1890 nel distretto portuale storico di Trieste, sul progetto dell’ingegnere triestino Luigi Buzzi.


Con una pianta a forma rettangolare di 90 x 25 metri entrò in funzione nel 1891 e diventò il centro energetico dell’intero porto vecchio. In un unico impianto erano concentrati tutti i motori a vapore in grado di movimentare le gru, i montacarichi delle banchine e dei magazzini del porto che operavano fino a sei chilometri di distanza. Anche il ponte levatoio, posto sulle rive triestine, che valicava il Canale del Ponterosso, era azionato dalla Centrale Idrodinamica.

La facciata, in stile classicheggiante e abbellita da semplici decorazioni, dopo il restauro, è stata colorata in “giallo Austria”, quasi un omaggio alle origini asburgiche del Porto Vecchio.

L’impianto idrodinamico è ancora oggi ben conservato ed è composto: da quattro macchine, pompe, realizzate dalla “Breitfeld- Danek & Co” di Praga-Karolinenthal e una quinta per produzioni minori;

due serbatoi collocati sul grande soppalco; tre delle dieci grandi caldaie Lancashire tipo Cornovaglia, prodotte a Vienna e, infine, due accumulatori idraulici collocati nelle due torri gemelle, alte circa 20 metri, edificate ai due lati dell’ingresso principale.

Una terza torre, la torre piezometrica, collegata alla centrale era situata all’ingresso del porto a circa 1500 metri di distanza e consentiva la stabilizzazione della pressione dell’acqua.

Il polo idrodinamico è completato da un camino alto circa 40 metri e, all’epoca, anche da un deposito di carbone e un’officina di riparazione.

Nel corso del tempo, l’impianto idrodinamico risultò insufficiente per sostenere l’espansione necessaria e, nel 1913, su disegno dell’architetto Zaninovich, nell’area adiacente alla Centrale fu costruito un nuovo edificio che ospitava la Sottostazione elettrica di riconversione, funzionante fino al 1989 e parzialmente in uso fino al 2006. La Centrale ha fornito energia per quasi cento anni fino al 15 giugno 1988 quando l’Autorità Portuale ne ha posto in atto la dismissione per gli elevatissimi costi di manutenzione e l’adozione di tecnologie più moderne per la fornitura di forza motrice alle attrezzature portuali. Dal 2011 l’edificio è stato restaurato ed è diventato un polo museale.

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