28

Nov
2020

CHIESA DI SANT’ANTONIO TAUMATURGO – TRIESTE

La Chiesa di Sant’Antonio Taumaturgo popolarmente denominata “Sant’Antonio Nuovo” fu costruita sul luogo dove già nel 1767 era stata eretta una cappella privata dedicata all’Annunciazione che, successivamente, fu demolita perchè risultò piccola rispetto al pubblico. Al suo posto, nel 1771, fu innalzata un’altra chiesa in stile barocco ma anche quest’ultima risultò inadeguata alle esigenze religiose della popolazione che, nel frattempo, era cresciuta assieme al grande sviluppo del Borgo Teresiano.

chiesa di sant'antonio trieste

La Chiesa di Sant’Antonio Taumaturgo fu costruita tra il 1825 e il 1849 su progettata dell’architetto Pietro Nobile. Un insigne monumento di architettura neoclassica. All’ingresso della chiesa, sotto il pronao è presente una targa: “A causa del colera che il 15 ottobre imperversava a Trieste questa chiesa fu consacrata il 15 novembre 1849”.

Un tempo la Chiesa si specchiava nelle acque del Canale. La facciata principale è caratterizzata da un maestoso pronao con sei colonne ioniche e un ampio frontone mentre, in alto, sono presenti le sei statue scolpite, nel 1842 da Francesco Bosa, raffiguranti i santi protettori di Trieste, San Giusto, San Sergio, San Servolo, San Mauro, Sant’Eufemia e Santa Tecla.  L’interno colpisce per la grande imponenza delle dodici colonne ioniche ed è suddiviso in tre navate con tre rispettivi altari e tre volte laterali a crociera che culminano nella grande cupola centrale.

Nell’abside l’affresco raffigurante l’ “Ingresso trionfale di Gesù a Gerusalemme” è stato eseguito nel 1836 da Sebastiano Santi. Di fianco a uno degli altari di sinistra si apre la porta che conduce al presbiterio e ad una piccola cappella, detta della Visitazione, dove è conservato il dipinto omonimo, l’opera è stata attribuita ad Alessandro Longhi, il più famoso ritrattista veneziano dell’epoca.

Sei pale, incorniciate dagli altari raffigurano Sant’Anna che educa la Vergine (Michelangelo Grigoretti), la presentazione al tempio (Felice Schiavoni), San Giuseppe (Johann Schonmann), Sant’Antonio (Odorico Politi), la passione di Eufemia, Tecla, Erasma e Dorotea (Ludovico Lipparini), il Crocifisso (Ernest Tunner).

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